Le differenze nell'uso della tecnologia
a seconda del sesso

Le donne sono discriminate nell'accesso alle risorse tecnologiche fornite dal computer? Forse sì.

Secondo una ricerca di M. Bannert e P. R. Arbinger condotta in Germania e finanziata dal Ministero Federale dell'Istruzione e delle Scienze tedesco, le differenze di genere influenzano l'attitudine e il successo nell'impadronirsi delle innovazioni tecnologiche legate all'uso del computer, determinando uno svantaggio che colpisce le ragazze rispetto al loro coetanei di sesso maschile.

Nei paesi industrializzati assistiamo, a partire dagli anni Ottanta, ad una sempre più massiccia diffusione del computer nel contesti lavorativi e alla sua introduzione nel diversi livelli della formazione scolastica attraverso corsi di addestramento. L'impatto di questa nuova tecnologia sull'accesso al inondo del lavoro è tale da far parlare di un nuovo fenomeno di "analfabetismo tecnologico" e discriminazione per quelle persone che non sono in grado di mantenere il passo e di impadronirsi velocemente delle potenti risorse tecnologiche.

Un interessante dibattito si sta oggi svolgendo a questo proposito nei paesi di lingua tedesca, tra i più agguerriti ed avanzati a livello europeo sul piano della formazione delle nuove generazioni alla tecnologia e tra i più sensibilizzati alle differenze di genere nei processi di formazione e conoscenza.

In Germania vengono addirittura proposti negli ultimi anni corsi "per sole donne" all'addestramento, all'uso e alla programmazione del computer. Ma in cosa consiste questa discriminazione sessuale cui le ragazze sarebbero soggette rispetto ai loro coetanei di sesso maschile, e quanto tale discriminazione si appoggia su uno stereotipo di tipo sessista piuttosto che su obiettive differenze nelle disposizioni e attitudini verso la tecnologia informatica, dovuta al genere?

A tale proposito lo studio condotto da Bannert e Arbinger fornisce dei risultati interessanti e che vale la pena discutere.

Dai dati, raccolti attraverso un questionarlo somministrato a più di 1000 studenti tedeschi di età compresa tra i 10 e i 15 anni, risultano differenze relative al genere per quanto riguarda sia l'esposizione al computer che le motivazioni ad usarlo. Per quanto riguarda il primo aspetto, l'esposizione al computer, si è trovato che:

  1. i ragazzi possiedono un computer più frequentemente delle loro coetanee
  2. utilizzano il computer da più tempo rispetto alle loro coetanee
  3. si esercitano quotidianamente coi computer più a lungo delle ragazze

Per quanto riguarda il secondo aspetto, relativo alle attitudini e motivazioni all'uso del computer:

  1. le ragazze sono meno interessate dei loro coetanei alle diverse attività legate al computer
  2. si divertono di meno dei loro coetanei durante le attività svolte coi computer
  3. hanno minor confidenza nella propria capacità di aver successo e di padroneggiare il computer rispetto ai ragazzi

Questi risultati confermano l'esistenza di consistenti differenze di genere nella pratica e nelle motivazioni ad usare il computer. Non è chiaro se la minore motivazione delle ragazze ad usare il computer sia una conseguenza della loro più scarsa esperienza rispetto ai ragazzi o se, viceversa, le ragazze sono portate ad esercitarsi col computer meno dei ragazzi a causa di una loro diversa attitudine verso la tecnologia informatica. Le ragazze potrebbero essere più interessate agli aspetti sociali legati a questo mezzo, piuttosto che agli aspetti ludici o alla programmazione in sé.

Per quanto riguarda ulteriori fattori che contribuiscono a rafforzare il "gap" tecnologico tra i ragazzi e le ragazze, Bannert e Arbinger citano materiali didattici e stili di interazione insegnante-allievo più centrati sugli interessi maschili che su quelli femminili, oltreché insufficienti opportunità per le ragazze di identificarsi coi modelli femminili tecnologicamente corti.

 

(Bellagamba Francesca, Psicologia Contemporanea, Luglio-Agosto 1998, n° 146, pag. 14)

 

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