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L'ipertesto è oggi molto usato nel mondo della scuola, stimola la metodologia della ricerca, sollecita l'apprendimento dei nuovi strumenti di comunicazione. Inoltre è lo strumento che meglio rappresenta il processo di acquisizione dei concetti da parte dei ragazzi, rendendo visibile la sistemazione e l'organizzazione dei nuovi contenuti attraverso i nodi ed i collegamenti stabiliti dagli alunni nella sua costruzione. è questa la premessa alla presentazione di alcune esperienze condotte alla Scuola Media Statale "Giovanni Pascoli" di Sanremo.
Le prime sono di carattere tradizionale, l'ultima si avvale della ricerca in Internet applicando diverse metodologie per attingere informazioni direttamente dal "mondo esterno" evitando l'uso di materiale scolastico. Tale modo di costruire ipertesti arricchisce l'allievo e l'insegnante, ma lascia aperti ancora molti interrogativi che sottoponiamo alla riflessione dei convenuti.
L'introduzione delle nuove tecnologie nella scuola ha indotto molti insegnanti a riflettere su come tali innovazioni possano essere impiegate e a considerare i possibili mutamenti nel loro modo di lavorare. Fra le numerose applicazioni che gli strumenti informatici suggeriscono noi abbiamo posto l'attenzione sull'uso degli Ipertesti che negli ultimi tempi hanno trovato largo impiego nel mondo della scuola. Vi sono in commercio prodotti ipertestuali confezionati con cura e professionalità, in grado di informare esaurientemente sull'argomento trattato, è l'insegnante che stabilisce come utilizzarli nella lezione e come proporli ai ragazzi. Lo stesso insegnante può essere autore di un ipertesto che prevede al suo interno momenti di controllo e verifica su quanto acquisito e permette agli allievi che superano le prove proposte di proseguire.
Nella nostra esperienza abbiamo considerato in particolare l'ipertesto costruito dai ragazzi. Il suo uso stimola la metodologia della ricerca, suscita interesse, motiva al lavoro, sollecita l'apprendimento dei nuovi strumenti di comunicazione. Inoltre è lo strumento che meglio rappresenta il processo di acquisizione dei concetti da parte dei ragazzi. Esso incorpora in sé il concetto di rete, permette di rendere visibile la sistemazione di nuovi contenuti e l'organizzazione di questi ultimi con quelli precedentemente acquisiti attraverso i nodi ed i collegamenti stabiliti dagli alunni nella sua costruzione.
È importante sottolineare il fatto che molti allievi non sono consapevoli delle strategie efficaci o perdenti che utilizzano nel processo di apprendimento fino a che qualcuno non li aiuta a raggiungere tale consapevolezza. Allora sarà l'insegnante ad utilizzare l'ipertesto prodotto dai ragazzi come strumento di analisi dei loro procedimenti di acquisizione e come riferimento per elaborare nuovi interventi. Abbiamo scelto tre esperienze in quanto, pur prevedendo tutte la costruzione di un ipertesto, si diversificano nella metodologia e nello spunto iniziale che ha dato loro origine. Esse non sono infatti tra i prodotti esteticamente e tecnicamente meglio elaborati dai nostri alunni, ma le riteniamo significative perché permettono di evidenziare e comparare le caratteristiche, non tutte positive, dei metodi applicati. Nel primo lavoro, "L'aiuola", l'ipertesto è stato costruito da una classe di prima media a conclusione di un'attività di studio e di lavoro condotta in collaborazione con Legambiente e Comune di Sanremo. L'attività di ristrutturazione di un piccolo spazio verde presente davanti alla scuola, si è articolata in tre fasi principali:
In questo caso, pertanto, l'ipertesto è stato usato per riordinare e relazionare su di un'attività svolta, oltre che, come è proprio del mezzo ipertestuale, per collegare e sistemare le conoscenze acquisite durante il lavoro. Lo schema dell'ipertesto all'inizio è stato studiato ed articolato con la guida dell'insegnante, ma il filo conduttore era rappresentato dall'esperienza diretta ed operativa che i ragazzi avevano appena conclusa e che li aveva fortemente motivati.
Le necessità concrete e contingenti li avevano guidati alla ricerca di soluzioni nello svolgimento dell'attività pratica, ugualmente è stato il compiersi delle operazioni fino alla realizzazione dell'intero progetto di lavoro, la traccia che hanno seguito per rielaborare e sistemare concettualmente la struttura dell'ipertesto.
Il secondo ipertesto, più tradizionale, è stato costruito in una classe seconda media, nell'ambito dell'Educazione Sanitaria. Si è svolto attraverso diversi momenti:
La realizzazione dell'ipertesto è servita ad organizzare l'attività di studio evidenziandone i contenuti più significativi e mettendoli in relazione tra di loro secondo un procedimento logico ma fortemente condizionato dal materiale disponibile e dalla guida dei docenti. Le fonti sopra indicate risultano infatti essere materiali "filtrati" dagli insegnanti in base alle loro conoscenze e, prima ancora, dagli editori che confezionano prodotti costruiti, selezionati, a volte ridotti perché mirati ad attività specifiche del mondo della scuola. Inoltre il "peso" del sapere dell'insegnante fa sì che i suoi suggerimenti siano determinanti nella prosecuzione del lavoro.
Il terzo ipertesto è stato realizzato in una classe prima nell'ambito delle attività del laboratorio multimediale. La sua costruzione è avvenuta simultaneamente al procedere della ricerca in Rete, effettuata con il motore Arianna semplice nell'uso ed in lingua italiana, su un argomento proposto dai ragazzi: "tempo libero". Un primo contatto superficiale dei documenti in rete ha condotto a strutturare il tema principale secondo gli interessi personali dei ragazzi, cioè:
Durante questa fase di lavoro si sono spontaneamente formati gruppetti di alunni con interessi affini, che hanno proseguito la ricerca ciascuno in una propria direzione. Alcune sono state però presto abbandonate perché il materiale è stato giudicato poco accattivante o rivolto ad utenti adulti, altre hanno portato a sviluppi non del tutto prevedibili all'inizio.
Operativamente i gruppi accedevano al laboratorio a scansione settimanale; i documenti ritenuti interessanti ed utili alla costruzione dell'ipertesto, venivano subito registrati su HD e collegati tra loro in HTML, con l'aiuto dell'Operatore Tecnologico, secondo la logica delle scelte che avevano guidato la selezione. Nello stesso modo venivano inseriti i contributi personali. Stabilito il tema iniziale, durante tutto il lavoro, gli alunni sono stati lasciati liberi di scegliere i percorsi di ricerca. Si è osservato così che:
Pertanto possiamo osservare che la Rete permette di:
Il ragazzo nella rete prova:
L'insegnante nella rete deve:
Infine, il ragazzo nel costruire ipertesti rende visibile il modo con cui stabilisce i legami fra le conoscenze che già possiede e le nuove informazioni, pertanto l'insegnante al termine dell'attività ha a disposizione un interessante strumento che gli permette di capire come il ragazzo assimila i nuovi concetti e lo aiuta a stabilire come intervenire per elaborare nuove strategie didattiche.
Noi non vogliamo avventurarci in un campo in cui altri sanno muoversi con maggior competenza, anzi vogliamo rivolgere un invito alla collaborazione: ad esperti, ricercatori ed a tutti coloro che possono dare il loro contributo affinché insegnanti e ragazzi non siano lasciati soli, ma siano sostenuti e guidati nell'affrontare queste nuove esperienze.
(Canton Renato - Rossi Nadia, NIR-ITALIA, "Didattica, Società, Cultura, Mercato: le nuove frontiere di Internet", Milano, 13 Gennaio 1998)