Elementi di trasferibilità del caso RAM
(ricerca-azione multimediale on line)
Ci si riferisce solo a “casi di ricerca-azionemultimediale on line” tra docenti interessati a provare la funzionalità di un sistema telematico come metodologia per la sperimentazione didattica e come modello per la formazione.
imparare ad usare la rete come opportunità mirata, non casuale, di lavoro e di riflessione (processo in comune per scopo condiviso)
stabilire relazioni con altre scuole e con enti esterni per attivare canali comunicativi privilegiati tra soggetti diversi "in formazione" con comuni esigenze di produzione e di controllo reciproco (condivisione intermedia)
amplificare la riflessività in merito alle strategie didattiche adottate, che finiscono così per assumere una sorta di "valore intersoggettivo", in quanto interne ad un "patto cooperativo" di crescita culturale
Definizione di un contratto iniziale rispetto a:
disponibilità reali delle attrezzature hardware e software necessarie per la gestione telematica
motivazione e disponibilità personale da parte di tutti gli attori coinvolti
verifica iniziale delle competenze dei soggetti partecipanti
definizione iniziale di tempi, durata e fasi della ricerca-azione (durata minima consigliabile un anno)
ridefinizione costante di ruoli e funzioni dei soggetti coinvolti nelle diverse fasi della ricerca-azione
Fattori chiave della cooperazione telematica:
la trasparenza dell'intero processo didattico, con conseguente rottura dell'isolamento scolastico e reale condivisione del percorso di ricerca-azione
la messa a punto di regole di comunicazione e di modalità di documentazione condivise e negoziate, a partire dalla fase preliminare attraverso la stesura di un protocollo d'intesa e di strumenti operativi
la dimensione argomentativa a più voci, dalla valutazione individuale alla messa a punto collettiva di valutazioni "critiche" sugli interrogativi cruciali
Modalità comunicative “in diretta”:
gli incontri “face to face” (concentrati soprattutto nella fase di progettazione ed in quella finale) contribuiscono ad accelerare i processi decisionali e risultano occasioni favorevoli al confronto e al dialogo
Modalità comunicative telematiche:
semplice ed economico l'utilizzo della posta elettronica, inviata a tutti e strutturata per filtri, con parole chiave nel subject
positivi "i circoli dialogici", ma occorre stabilire chi li coordina, di cosa si discute e soprattutto chi fa "la messa a punto" in fase finale
I circoli dialogici dovrebbero nascere intorno a questioni poste dal docente sperimentatore, che chiama in causa di volta in volta gli esperti su problemi specifici
Utile e comodo usare la citazione (quoting) per riprendere interventi altrui e poter ricostruire il percorso storico dei dialoghi
Figure coinvolte e loro ruoli:
l'insegnante che sperimenta dovrebbe essere direttamente coinvolto nell'attività telematica (senza la mediazione di eventuali facilitatori)
da riproporre la figura dell'osservatore esterno, sottolineandone il ruolo strategico, sia nella fase sperimentale, che in quella di riflessione sul percorso
importante (e da introdurre) la figura di un coordinatore di rete, in grado di cogliere gli elementi pregnanti dell'evolversi della ricerca, capace di esplicitare i problemi e le difficoltà (anche di tipo tecnico), al fine di contribuire all'amalgama del gruppo virtuale e alla stimolazione attiva del dibattito
Documentazione
la documentazione attraverso "report" andrebbe preceduta da una fase di formazione (anche a distanza), per stabilire insieme cosa, quando e soprattutto come raccogliere i dati, oggetto della ricerca-azione
Valutazione dei risultati:
autovalutazione del percorso da parte di ogni attore (anche esperto)
riletture critiche del lavoro (proprio ed altrui)
messa a punto di un unico testo integrativo, capace di far emergere le argomentazioni a più voci (compresi i dissensi, le questioni aperte o irrisolte)
Il caso RAM: questioni aperte e non risolte
formazione: è mancata una fase di formazione comune per decidere "come documentare" i dati della ricerca e soprattutto per elaborare sistemi di controllo finale delle indagini
coinvolgimento: il coinvolgimento non sempre è stato diretto e costante da parte di tutti gli attori
confronto: c'è stata trasparenza, visibilità dei propri percorsi didattici, autovalutazione, ma poca comparazione e confronto, soprattutto sulla base dei report prodotti
circoli dialogici: trasferibile e positiva la proposta di circoli dialogici tematici, ma andrebbero limitati ad alcune fasi della ricerca-azione, contenuti nel tempo e soprattutto adeguatamente coordinati (è importante la presenza di un coordinatore in grado di sintetizzare gli elementi pregnanti della discussione e di “fare il punto della situazione”). Le tematiche affrontate non dovrebbero essere troppo astratte e distanti dalla ricerca sperimentale (altrimenti si rischia la dispersione dagli obiettivi del progetto e di perdere per strada gli insegnanti sperimentatori). Il circolo dialogico non ha la funzione di risolvere dubbi, ma solo il vantaggio di ripresentare tutta la problematicità della questione affrontata
rendicontazione: in RAM l'insegnante sperimentatore doveva stilare, dopo ogni incontro con il gruppo sperimentale, un report, evidenziando degli spaccati situazionali con dialoghi significativi da parte dei bambini. La rilevazione dei dati è stata "precaria" e non sempre attendibile. Perché? È mancata una attenta riflessione ed un confronto diretto a più voci sulle modalità di raccolta dei dati e di compilazione dei "reports":
come può l'insegnante raccogliere i dati?
come può separare i dati dalle interpretazioni?
se ha a disposizione del materiale grezzo, come i dialoghi registrati dei bambini che lavorano davanti al computer, come può fare una scelta di spezzoni in base ai criteri della ricerca-azione?
la rendicontazione del percorso, dettagliata e costante, é davvero una condizione fondamentale per rendere visibile quanto viene fatto?
in un'indagine di tipo metacognitiva, come nel caso Ram, come trasformare la lettura di spaccati didattici "in situazione" in documentazione intersoggettiva?
documentazione telematica: la documentazione telematica, visibile anche presso il sito web, come esempio di metodologia e di analisi critica di casi, non è risultata gestibile e difficilmente risulta leggibile da parte di estranei, considerata la mole di materiale prodotto. Non è stato possibile farne una sintesi. Il coordinatore di rete, oltre a dare suggerimenti e a stimolare il dibattito, può permettersi allora di intervenire direttamente sui materiali, per tentare di renderli "omogenei" dal punto di vista della documentazione? Se sì, come?
quesito "cruciale": l'esperienza RAM è stata un caso particolare di ricerca-azione proposta alle scuole da un laboratorio universitario con la partecipazione di esperti, di osservatori esterni, di insegnanti motivati e con un discreto grado di expertise tecnologica. In una comune realtà scolastica di docenti interessati a cooperare e soprattutto ad intraprendere riflessioni sui processi innovativi di sperimentazione di nuove tecnologie come fare a coinvolgere esperti e soprattutto dove trovare coordinatori di rete?
(AA.VV., Elementi di trasferibilità del caso RAM)
