Computer, insegnamento, scuola: esperienze e prospettive

Introduzione

     Sono passati solamente cinquant'anni dall'introduzione del primo “computer”, eppure mai prima di questa invenzione si è potuto assistere ad una modificazione così rapida del modo di vivere della società una modificazione ancor oggi così eterogenea: bisogna tuttora interrogarsi su quali siano le “strade” da percorrere.
     La “rivoluzione informatica” ha portato tali e tante innovazioni che molte persone, e ciò non dipende solo dall'età, si trovano improvvisamente incapaci di inserirsi consapevolmente nell'innovazione. Adoperando il titolo di un opera di Toffler, si potrebbe dire che vivono lo “choc del futuro”, di un futuro che non prevedevano e che molte generazioni non riescono a vedere ed interpretare.
     Proprio questo accavallarsi di fasi, che troppo semplicisticamente si chiama “sviluppo” informatico, porta molte persone a temere che queste tecnologie cambieranno sempre più il nostro modo di vivere negli anni futuri, il nostro modo di interpretare la realtà, il nostro modo di lavorare, di pensare, di viaggiare, di conoscere.
     Il più è diventarne padroni.

 

     Già oggi, però, si possono vedere, o almeno cogliere quali saranno i trend futuri.
     Molte “cose”, basate sulla tecnologia digitale, sono entrate a tal punto nel quotidiano, che non è facile immaginare una “ulteriore” realtà sociale. Inoltre nuove tecnologie sono già a portata d'utente medio: collegamenti video, televisione ad alta definizione, satellite digitale, computer portatili, connessione tramite cavo ottico, accesso a costo contenuto alla rete Internet, Realtà Virtuale sul computer di casa, ecc.
     Ma l'uomo? Il lavoro, lo studio, il tempo libero, il divertimento, insomma il nostro modo di intendere viene modificato. E lo sarà ulteriormente.
     Ma quello che riguarda la formazione della persona? L'introduzione delle nuove tecnologie avrà non senza fatiche ricadute anche sul settore dell'educazione.
     E la scuola? Che cosa accadrà all'istituzione che per sua natura ha una missione sociale specifica? Andrà incontro anch'essa ad una rivoluzione nel modo stesso di insegnare, ovvero di costruire ambienti di apprendimento? Subirà passivamente il corso dei tempi oppure inizierà a proporre dal suo interno un nuovo modo di concepire ed utilizzare i media e gli strumenti tecnologici, che possono influenzare l'insegnamento? Sarà sempre in ritardo rispetto alla società nel recepire le innovazioni? Sarà in grado di “reinventarsi”, anche con le proprie forze, per poter accogliere al suo interno questi nuovi strumenti? Introdurrà questi nuovi mezzi di comunicazione ad alto contenuto tecnologico allo stesso modo di come introdusse la televisione, la radio e, più in generale, gli altri mezzi di comunicazione?
     Questa questione merita un'indagine più approfondita.
     Quale sarà il rapporto tra scuola, realtà predisposta dalla società contemporanea alla formazione dei suoi soggetti, ed il mondo delle scienze dell'informazione e della comunicazione, realtà basata per sua natura sul progresso tecnologico?

 

     Lo scopo di questa tesi è appunto quello di mostrare i legami presenti e prossimo futuri della scuola e delle scienze dell'informazione e della comunicazione: da un lato, si cercheranno le espressioni che il progresso tecnologico ha finora portato per favorire l'ambito dell'insegnamento e dell'apprendimento e, dall'altro, si vedranno come le scienze umane, ed in particolare quelle che interessano le metodologie dell'insegnamento/apprendimento, si sono evolute, seguendo le ricadute che le nuove scoperte hanno portato.
     Il primo capitolo presenta un “excursus” della loro storia e delle loro tappe fondamentali in questi ultimi cinquant'anni, tenendo presente che sia la scuola che l'ambito informatico sono stati, a dispetto di quanto si creda, enormemente vivi e pronti a recepire le novità che la società presentava.
     Il secondo capitolo si focalizza su quali siano stati, sino a questo momento, i rapporti tra questi due “universi”, che non si sono ignorati, che non si scoprono solo alla fine degli anni Novanta come possibili “amanti”, ma che hanno intessuto relazioni più o meno “ufficiali” già dalla fine degli anni Sessanta.
     Nel terzo capitolo, prima di passare all'analisi del rapporto tra insegnamento e computer, si considera l'introduzione dell'informatica nella scuola, intesa non come luogo di formazione, ma come struttura organizzata, che deve gestire un'enorme quantità di servizi e di dati, svolgendo quindi funzioni amministrative e gestionali: questo perché la tenuta della scuola condiziona la didattica.
     Il quarto capitolo fa il punto sulle ricerche psicologiche e sociologiche che fanno riferimento sia ai processi cognitivi con i quali l'uomo apprende e struttura la propria conoscenza, sia all'introduzione delle nuove tecnologie nell'ambito del processo di insegnamento/apprendimento, sia alle modificazioni che tale introduzione ha portato nella scuola.
     Nel quinto capitolo si distingue le modalità che le nuove tecnologie hanno all'interno della scuola in un ottica governata dalle scienze dell'educazione. In questo senso si analizzeranno l'ipermedialità, la telematica e la Realtà Virtuale, e di ciascuna si considereranno le peculiarità e le applicazioni didattiche, cercando di fare il punto sulle potenzialità che tali innovazioni possono portare nella scuola.
     Nelle appendici si trova il decreto ministeriale relativo al PSTD 1997-2000; un elenco di indirizzi Internet riguardanti il mondo della scuola, dell'informazione, della cultura, della scienza, ecc.

 

     Si ringraziano per la disponibilità, la collaborazione, l'incoraggiamento, il tempo dedicato, la Professoressa Patrizia Ghislandi, direttrice del CTU dell'Università di Milano, il professore Ernesto Imperio ed il dottore Marco Sacco, del CNR-ITIA di Milano, il professore Stefano Cerri, dell'Università di Milano, la dottoressa Pinuccia Samek, dell'IRRSAE Lombardia, tutte le persone, insegnanti e non, che prestano la loro opera presso l'OPPI di Milano. Vorrei ringraziare inoltre tutte le persone che mi sono state vivine in questi anni.

 

     Vorrei ringraziare, in modo particolare, il professore Cesare Scurati, relatore della tesi e docente presso l'Università Cattolica di Milano, che mi ha sostenuto, prima, nella realizzazione del lavoro e, successivamente, nello sviluppare un percorso di ricerca per lo sviluppo delle "Didattiche Multimediali", e l'Ispettore Augusto Tarantini, correlatore e "spina nel fianco", che mi ha ispirato, stimolato, costretto a confrontarmi, non solo con il testo ma, soprattutto, con me stesso.
     Un semplice grazie a queste persone risulterebbe forse un po' troppo riduttivo, ma esprime profondamente la mia gratitudine.

 

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