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VITA DI PIRANDELLO

TEMI DE
"IL FU MATTIA PASCAL"

PERSONAGGI

STRUTTURA

Appendice 1 UN ELABORATO
NEL CORSO DELL'ANNO
Appendice 2
UNA RIVISITAZIONE TEATRALE

Alice
Pranzetti
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Vita di
Pirandello
"Una notte di giugno
caddi come una lucciola sotto un gran pino solitario in una campagna d'olivi saraceni
affacciata agli orli d'un altipiano di argille azzurre sul mare africano... Per uno
spavento che s'era preso a causa di questa grande morìa, mia madre mi metteva al mondo
prima del tempo previsto, in quella solitaria campagna lontana dove si era rifugiata. Un
mio zio andava con un lanternino in mano per quella campagna in cerca d'una contadina che
aiutasse mia madre a mettermi al mondo... Raccattata dalla campagna la mia nascita fu
segnata nei registri della piccola città situata sul colle... confesso che di tutte
queste cose non mi sono fatta ancora né certo saprò farmi mai un'idea" |

(L. Pirandello, Saggi, poesie e scritti vari,
Milano, Mondadori, 1960, p. 1065)
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| Era il 28 giugno 1867. La contrada nella quale la famiglia di
Stefano Pirandello e Caterina Ricci Gramitto (residente a Agrigento, allora chiamata
Girgenti) s'era rifugiata per sfuggire al colera che infieriva quell'anno in Sicilia si
chiamava "Càvusu", Caos. Pirandello in futuro dirà: "Io sono figlio del Caos e non allegoricamente, ma in giusta
realtà" (Frammento d'autobiografia, 1893). |
| La famiglia era antiborbonica e patriottica e qualche
membro ne pagò dure conseguenze. |
| Scrive Enzo Lauretta: "L'odio antiborbonico, ma
anche anticlericale e antipapalino, la provenienza borghese di natura agraria, commerciale
e industriale, le delusioni postunitarie, combinandosi con la registrazione delle misere
condizioni dei contadini e dei solfatari, sostanzialmente spiegano la posizione dello
scrittore e il giudizio che egli andò maturando sul piano politico e sociale che peraltro
rimase assai circoscritto, attratta com'era la sua 'ideologia' da altre preoccupazioni
esistenziali". |
E. LAURETTA, Come
leggere Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello, Milano, 1976, p. 21. |
| Gli studi di Pirandello si svolsero dapprima tra
Agrigento e Palermo, con alterni successi (viene citato il suo 4 in italiano nella media
mensile al liceo-ginnasio); per l'università, prima si recò a Roma e successivamente a
Bonn, dove scrive Elegie renane. La sua tesi (21 marzo 1891) è sugli sviluppi
fonetici dei dialetti greco-siculi. Successivamente rientra a Roma, dove si sposa con
Antonietta Portolano, da cui nascono fra il 1895 e il '99 i tre figli Stefano, Lietta e
Fausto. Collabora a diverse riviste con l'impegno di diffondere la cultura letteraria e
teatrale. |
| Nel 1903, doppia tragedia: frana la miniera di zolfo del
padre, in cui laPortolano aveva investito la sua dote. Crollo finanziario della famiglia e
crisi psichica perdurante della moglie di Pirandello costringeranno Luigi ad una vita più
sacrificata e ritirata, fino al "vietarsi tutto". E' in questo periodo che nasce
Il fu Mattia Pascal, pubblicato a puntate sulla "Nuova Antologia" e
fortunatamente tradotto subito in varie lingue. Per lo meno le porte delle case editrici
gli restarono aperte. Negli anni successivi, Pirandello si dedica con ardore al teatro: il
1916 è l'anno di Liolà, l'anno dopo scriverà Il berretto a sonagli, La
giara e Così è (se vi pare). |
| Sono gli anni della guerra: i due figli di Pirandello ne
sono protagonisti, ma al ritorno di Stefano dalla prigionia, la moglie Antonietta viene
ricoverata in clinica. Ciò consente allo scrittore una maggiore libertà di movimento, e
il suo impegno nel teatro progressivamente cresce, fino al 1925, in cui decide di fondare
il Teatro d'Arte e di lanciare una giovane attrice, Marta Abba, che avrà un ruolo
importante sia nel palcoscenico che nella vita privata dello scrittore. |
| I rapporti di Pirandello con il fascismo sono
problematici. Carente di una convinta giustificazione ideologica, è clamorosa l'adesione
dello scrittore al fascismo proprio all'indomani del delitto Matteotti. In segno di
riconoscenza, nel 1929 è nominato membro dell'Accademia d'Italia, ma i rapporti fra
ideologia e attività culturale dello scrittore sono sempre più tesi. Anche sul piano
dell'organizzazione familiare e teatrale, ha dissapori di vario tipo: la compagnia si
scioglie nel 1928. |
| Ad ogni modo oramai Pirandello è apprezzato e
conosciuto in tutto il mondo. Lo testimonia l'assegnazione del premio Nobel, avvenuta nel
1934. Scrive i dialoghi per il film di Marcel L'Herbier Il fu Mattia Pascal, si
ammala sul set e il 10 dicembre 1936 muore; le sue ceneri riposano al Caos. |
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Questa pittura di Pericoli e le fotografie sulla vita di
Pirandello sono tratte dal volumetto di Leonardo Sciascia, Pirandello dall'A
alla Z, pubblicato dell'Espresso il 6 luglio 1986.
Approfondimento presentato
- senza peraltro essere considerato (hardware o software?) - all'esame di
maturità scientifica 1999 presso il Liceo scientifico "Cecioni"
di Livorno
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