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Dopo decenni di autentica lotta contro Alghero, nel 1803 Ozieri vedeva finalmente realizzata la sua lunga e sofferta aspirazione a diventare sede vescovile, con l'assegnazione delle due contrade, il Monte Acuto e il Goceano, che avevano costituito nel Medioevo le due diocesi di Bisarcio e di Castro. Nella Bolla di Pio VII che istituiva la diocesi, ancora sotto il titolo di "diocesi di Bisarcio", si parla della chiesa parrocchiale di S. Maria sotto il titolo della Immacolata Concezione, come di una chiesa "eccellente per l'ottima struttura architettonica, per la sua ampia mole e per la sua magnificenza", degna appunto per questo di essere elevata alla dignità di Chiesa Cattedrale. Probabilmente le informazioni trasmesse alla Santa Sede peccavano alquanto per eccesso. Assai meno positivo era infatti il giudizio che ne dava Vittorio Angius che la visitava molti anni più tardi, verso il 1841 o poco dopo: "Questa chiesa maggiore... è niente notevole per l'architettura né per gli ornamenti, fatta eccezione del gruppo in marmo che è nell'altare maggiore, dove tra alcuni angeli vedesi figurata la SS. Vergine, e de' tre dipinti del Marghinotti". Ed è questa la più antica testimonianza che conosciamo circa l'attuale altare maggiore col suo gruppo marmoreo di notevole bellezza, che si è soliti attribuire alla scuola del Canova, ma sulla cui acquisizione manca una qualunque documentazione. L'altare è formato da marmo bianco intarsiato con marmi policromi. Al centro il monogramma di Maria e sotto una grande stella al cui raggio attingono due colombe. In alto il gruppo scultoreo formato da due angeli in posizione di adorazione. Al centro la splendida statua in marmo bianco dell'Immacolata slanciata , in atteggiamento composto, le mani sul petto, il volto sereno, il corpo avvolto da ampi panneggi che sembrano inneggiare il candore e l'immacolatezza dell'anima e del corpo.
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© copyright della Parrocchia Cattedrale Ozieri
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