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Commissionare racconti poesie diari, se si deve fare un paragone, è come fare il casting per un film. E magari divertirsi all'idea degli accostamenti imprevedibili che ne verranno fuori. E' un invito ad andare al di là di barriere, steccati, etichette. Con Panta (rei) il gioco si complica ancora. Un pittore interpreta (su committenza) un numero di Panta e uno scrittore ritorna (su committenza) sul tema di quel numero per dire ancora qualcosa: è una doppia committenza che aspira a una doppia (luminosa?) eternità senza arrivarci.
Eppure il bello se c'è è in questo buio, dove speriamo sempre di vedere qualcosa, da qualunque occhio venga, anche a costo di perdere la vista: "Essendo io desto, mi è paruto di vedere alcune fiammette nell'aria; ed alcuna volta gli occhi mi sono scintillati in modo ch'io ho temuto di perdere la vista, e me ne sono uscite faville visibilmente". (Tasso, a Maurizio Cattaneo, 30 dicembre 1585)
Senza sesso non c'è amore, non c'è vita, non
c'è scrittura"
Alain Elkann
"Dona licenza alle mie mani erranti, lasciale
andare avanti e indietro, in mezzo, sopra e
sotto " Elisabetta Sgarbi
La notte
"Noi siamo con la notte una carne
sola"
Elisabetta Sgarbi
"La letteratura vive finchè gli scrittori
avranno una voce, potranno parlare"
Alain Elkann
"Due case avevano per confine un ruscello,
di qua viveva una pazza, di là un bambino e
si parlavano da una riva all'altra.Quello è un
racconto, leggilo, di amore puro se qualcosa
di puro c'è nell'amore. Parlavano di piante e
di furetti"
Elisabetta Sgarbi
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